Il Disturbo Traumatico dello Sviluppo

Ogni anno, un numero significativo di bambini sperimenta forme di violenza e maltrattamenti, principalmente all’interno della propria famiglia. L’abuso fisico, emotivo, la trascuratezza e l’abuso sessuale sono realtà allarmanti, con l’80% dei casi che si verificano all’interno del contesto familiare (Van der Kolk, 2005). Questi bambini, oltre a essere vittime dirette di abusi, spesso crescono in ambienti disfunzionali, caratterizzati da separazioni, violenza domestica, malattie mentali, abuso di sostanze e incarcerazioni familiari (Felitti et al., 2010). 

Il Disturbo Traumatico dello Sviluppo (DTD) è stato identificato come una diagnosi specifica per bambini e adolescenti con storie di traumatizzazione complessa. Proposto dalla Developmental Trauma Disorders Taskforce, questo disturbo funge da ponte tra i sintomi post-traumatici dell’infanzia e lo sviluppo di patologie franche in età adulta, in particolare il Disturbo Post-Traumatico Complesso (PTSD). Il termine “patologie franche” si riferisce a disturbi mentali o condizioni di salute mentale che sono chiaramente manifesti e diagnosticabili. In altre parole, sono disturbi psicologici che presentano sintomi evidenti e caratteristici, rendendo relativamente semplice la diagnosi da parte di professionisti della salute mentale. Il riferimento alle “patologie franche in età adulta” indica che il DTD può essere considerato un disturbo ponte tra i sintomi post-traumatici nell’infanzia e l’emergere di disturbi mentali più chiaramente definiti e diagnosticabili in età adulta, come il Disturbo Post-Traumatico Complesso (C-PTSD).

Ogni anno, numerosi bambini sono vittime di diverse forme di violenza e maltrattamenti, che comprendono abusi fisici, emotivi e trascuratezza, conosciuta anche come “neglect”. Sorprendentemente, circa l’80% di tali casi si verificano all’interno del contesto familiare. Secondo dati riportati da Van der Kolk nel 2005, l’abuso sessuale infantile rappresenta un triste 20% di queste situazioni.

La tragica realtà è che questi bambini, oltre a subire direttamente gli abusi, spesso crescono in ambienti familiari profondamente disfunzionali. Gli studi sulle Adverse Childhood Experiences (Esperienze Infantili Avverse) evidenziano che questi contesti familiari sono caratterizzati da una serie di problematiche, tra cui:

  • Separazione e divorzio;
  • Violenza domestica;
  • Malattia mentale di un genitore o di altri membri familiari;
  • Abuso di alcol e sostanze stupefacenti;
  • Incarcerazione di un membro della famiglia.

Questi fattori rappresentano una congiunzione nefasta che contribuisce a un ambiente domestico inadeguato per la crescita sana e lo sviluppo emotivo dei bambini coinvolti. La necessità di affrontare e prevenire questi gravi problemi è urgente, al fine di garantire il benessere e la sicurezza di chi è più vulnerabile nella nostra società.

Sintomatologia del DTD

Sebbene il DTD non sia ufficialmente riconosciuto nei manuali diagnostici principali, la sua sintomatologia include la disregolazione delle emozioni, problemi nella regolazione delle funzioni corporee, iper-reattività o bassa reattività agli stimoli, sintomi dissociativi, problemi somatici, difficoltà nel riconoscere emozioni (o forme di alessitimia), ridotto controllo degli impulsi, costante stato di allerta, comportamenti di autoconsolazione e disturbi nelle relazioni.

Implicazioni sull’attaccamento

Una delle componenti centrali del trauma complesso è l’impatto sull’attaccamento. I bambini esposti a esperienze traumatiche spesso sviluppano relazioni di attaccamento instabili e insicure. La figura di attaccamento, che dovrebbe essere una fonte di sicurezza, diventa per loro una fonte di ansia e insicurezza. Questo può influenzare profondamente la capacità del bambino di formare relazioni stabili e fiduciose in futuro.

Ruolo delle Esperienze Interpersonali

Il DTD si concentra sulle esperienze interpersonali come causa principale dei sintomi. La qualità delle relazioni con i caregiver e altri membri della famiglia gioca un ruolo cruciale nella manifestazione dei sintomi. Il supporto emotivo e la stabilità delle figure di attaccamento possono mitigare gli effetti del trauma complesso.

Importanza della Resilienza

Nonostante la gravità delle conseguenze del trauma complesso, è importante riconoscere anche i fattori di resilienza. Capacità cognitive, reti di supporto esterne, e ambienti comunitari sicuri possono fungere da fattori di protezione per i bambini esposti a traumi. L’identificazione e il potenziamento di queste risorse sono essenziali nel processo di trattamento.

Effetti a lungo termine

Studi longitudinali dimostrano che i bambini con questo complesso quadro sintomatologico presentano difficoltà simili a quelle di coloro che hanno subito traumi interpersonali in giovane età. Le conseguenze del trauma complesso sono estese e influiscono su diversi aspetti dello sviluppo infantile. Sette domini principali evidenziano come il trauma complesso impatti l’attaccamento, le funzioni biologiche, la regolazione affettiva, la dissociazione, il controllo comportamentale, le funzioni cognitive e il concetto di Sé. Questi effetti possono manifestarsi in una varietà di sintomi e comportamenti, creando una sfida significativa per la diagnosi e il trattamento. Le esperienze traumatiche interferiscono con lo sviluppo del cervello e del sistema nervoso, aumentando il rischio di gravi disturbi fisici e psicologici in età adulta (vedi anche “Effetti del trauma sul bambino“; “Trauma e dissociazione nel bambino“; “Trauma e conseguenze sul cervello“).

Diagnosi e Trattamento

Attualmente, la diagnosi di DTD non è ufficialmente riconosciuta, ma è stata sviluppata la Developmental Trauma Disorder Semi-Structured Interview per supportare i professionisti. Il trattamento si concentra sulla EMDR e l’approccio basato sulla Mindfulness, adattati per bambini e adolescenti. Il trattamento del DTD con l’approccio EMDR prevede 8 fasi principali. Durante le prime fasi l’obiettivo è quello di aumentare il senso di sicurezza e di competenza del bambino attraverso interventi di psicoeducazione al trauma. L’approccio EMDR permette di focalizzare attenzione anche sul corpo, aiutando il bambino a prestare attenzione alle risposte corporee e a sviluppare una consapevolezza delle sensazioni.

La “Epidemia Nascosta”

Il mancato riconoscimento del DTD nei manuali diagnostici ufficiali ha portato a ciò che gli esperti definiscono come “epidemia nascosta”. Molti bambini non ricevono una diagnosi adeguata poiché i segni e i sintomi associati al trauma complesso vengono spesso interpretati in modo errato o trascurati. Ciò sottolinea la necessità di una maggiore consapevolezza e sensibilizzazione in campo clinico e sociale.

Approccio Globale all’Valutazione

L’assessment dei bambini con storie di trauma complesso deve essere globale, coinvolgendo diversi informatori e esplorando tutte e sette le aree di compromissione identificate dalla ricerca (attaccamento, funzioni biologiche, regolazione affettiva, dissociazione, controllo comportamentale, funzioni cognitive, concetto di Sé). Questo approccio consente una comprensione più completa del funzionamento del bambino, favorendo una diagnosi basata sul funzionamento anziché su singoli sintomi.

La Necessità di Riconoscimento Ufficiale

L’assenza di una diagnosi ufficiale per il DTD ha suscitato un dibattito nella comunità scientifica. Alcuni professionisti sostengono che l’inclusione di questa diagnosi nei manuali diagnostici ufficiali potrebbe migliorare la sensibilizzazione e la capacità di trattamento per i bambini colpiti.

Ruolo degli Operatori Sanitari e del Sistema Educativo:

Il coinvolgimento di operatori sanitari, insegnanti e altri professionisti è fondamentale per identificare precocemente i segni del DTD. La formazione su come riconoscere e affrontare il trauma complesso dovrebbe essere parte integrante dell’educazione professionale in questi settori.

La Prospettiva a Lungo Termine:

La comprensione approfondita del DTD può aprire la strada a interventi terapeutici mirati che possono influenzare positivamente la vita dei bambini colpiti. Il focus sull’intervento precoce e la prevenzione può contribuire a rompere il ciclo del trauma e migliorare il benessere a lungo termine di questi bambini.

Il Disturbo Traumatico dello Sviluppo rappresenta una sfida complessa e multidimensionale, ma l’attenzione adeguata, la sensibilizzazione e gli interventi mirati possono fare la differenza nella vita dei bambini colpiti. Sebbene la sua inclusione nei manuali diagnostici ufficiali sia ancora in discussione, la sua identificazione offre un quadro più completo per affrontare le sfide legate ai traumi complessi durante lo sviluppo. Il riconoscimento precoce e il trattamento mirato sono fondamentali per promuovere la salute mentale e il benessere dei bambini colpiti.

Articolo a cura del: 
Dott. Samuele Russo – Psicologo, Psicoterapeuta, Psicoterapeuta EMDR, specialista in Psicologia Pediatrica

Bibliografia:

  • Anna Rita Verardo, “Riparare il trauma infantile. Manuale teorico-clinico d’integrazione tra sistemi motivazionali e EMDR”, Fioriti Editore, Roma, 2020. 
  • Van der Kolk, B. A. (2015). Il corpo accusa il colpo. Mente, corpo e cervello nell’elaborazione delle memorie traumatiche.Milano: Raffaello Cortina Editore.OMS, International Classification of Diseases 11th Revision (ICD-11)
  • Anda, R. F., Felitti, V. J., Bremner, J. D., Walker, J. D., Whitfield, C. H., Perry, B. D., … & Giles, W. H. (2006). The enduring effects of abuse and related adverse experiences in childhood. European archives of psychiatry and clinical neuroscience256(3), 174-186.

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