Progetto: Prevenzione del bullismo e del cyberbullismo

Progetto: Prevenzione del bullismo e del cyberbullismo

Titolo: “Fermiamo il bullismo! Promuovere le competenze sociali!”

Premessa teorica

Le condotte aggressive rappresentano un tentativo di affermazione della propria identità, per acquisire un ruolo e lenire le insicurezze personali. Tra le condotte aggressive, il bullismo rappresenta un fenomeno molto diffuso, caratterizzato da atti vessatori, intimidatori e aggressivi rivolti verso i pari.

Lo psicologo D. Olweus, evidenzia come il bullismo sia caratterizzato da: intenzionalità, asimmetria di potere tra bullo e vittima (forte-debole psicologicamente e/o fisicamente), sistematicità e persistenza nel tempo. Gli attacchi possono essere diretti o aperti (verbali e/o fisici), indiretti o mascherati (attraverso pettegolezzi, calunnie, isolamento sociale).

Recentemente è emersa una nuova forma di bullismo definita “cyberbullismo”, attraverso la diffusione di materiale via internet con pc o cellulari e incentivato da uno scarso controllo e da una maggiore deresponsabilizzazione offerta dal mezzo.

Il bullismo è presente sia tra le femmine che tra i maschi ed è in aumento anche nella scuola primaria. Sia i bulli che le vittime, presentano difficoltà nella regolazione e nel riconoscimento delle emozioni.

Se i bulli persistono nei loro atteggiamenti e comportamenti rischiano di strutturare disturbi della condotta e successivamente disturbi antisociali di personalità, mentre le vittime possono andare incontro a disturbi depressivi e sentirsi privi di valore.

Per prevenire e ridurre il bullismo occorre aumentare la conoscenza del fenomeno all’interno della scuola promuovendo le abilità sociali tra i bambini.

Destinatari diretti: gli studenti della scuola coinvolta nel progetto e gli insegnanti.

Destinatari indiretti: le famiglie, i genitori degli studenti e il tessuto sociale.

Obiettivo generale: Prevenire il bullismo, educando i bambini al rispetto, alla collaborazione e alla conoscenza del fenomeno.

Obiettivi specifici:

• Raccogliere dati sulla diffusione del fenomeno all’interno della scuola coinvolta;

• Aumentare le conoscenze di insegnanti e genitori coinvolti nel progetto, sul fenomeno del bullismo sulle possibili cause e caratteristiche, per apprendere e cogliere i segnali di disagio o dinamiche aggressive dentro e fuori la scuola;

• Promuovere nei bambini le abilità sociali, l’alfabetizzazione emotiva, il rispetto e la tolleranza;

• Predisporre un sistema di denuncia per permettere ai bambini di segnalare in modo protetto e senza timori se subiscono episodi di bullismo;

• Intervenire su eventuali casi di bullismo, attivando una rete di sostegno che mette in contatto la scuola con i servizi territoriali.

Metodologia

Verrà utilizzata una metodologia integrata che utilizza psicoeducazione ed educazione socio-affettiva.

Attraverso la metodologia psicoeducativa si potrà informare e formare genitori e insegnanti per renderli più consapevoli di tale fenomeno, trasmettendo conoscenze scientifiche e aggiornate sul bullismo, sulle sue possibili cause e sulle modalità in cui è possibile intervenire per contrastare il fenomeno e ridurre le conseguenze negative.

Verranno svolti training per sviluppare e potenziare le abilità comunicative, di problem solving e decision making e training sull’assertività.

Attraverso la metodologia dell’educazione socio-affettiva gli studenti aumenteranno il proprio livello di autoconsapevolezza e autoefficacia, favorendo una maggiore competenza nell’esprimere e nel gestire le proprie emozioni. Tale metodo utilizza tecniche di facilitazione di gruppo come il “circle time”, che consiste nel disporsi in cerchio con la consegna di esprimere a turno la propria opinione o emozione rispetto ad un problema e la consegna a non giudicare ciò che dicono gli altri, favorendo una comunicazione basata sull’accettazione reciproca e sul rispetto, facilitando quindi l’apprendimento del rispetto dei turni, della tolleranza e della cooperazione.

Si utilizzeranno tecniche creative e trasversali come il brain-storming utile per produrre idee e proposte su un determinato argomento. La tecnica del role playing utilizzata nei contesti formativi per i suoi molteplici aspetti positivi nell’apprendimento, dove viene chiesto ai partecipanti di impersonare un ruolo, di mettere in scena una situazione definita dal conduttore o creata dal gruppo stesso: è una rappresentazione di un momento di vita, in cui alcuni partecipanti svolgono il ruolo di attori e altri quello di osservatori. Questa tecnica permette di sperimentare in vivo le situazioni, mettersi nei panni degli altri, esplorare in modo attivo atteggiamenti ed emozioni propri ed altrui, riprodurre in un contesto di laboratorio esperienze ed attività che possono poi essere trasferite all’esterno.

Altri giochi, esercizi e stimoli possono essere proposti con gli stessi obiettivi: coinvolgere i ragazzi, far vivere loro delle esperienze divertendosi, mobilitando la loro attenzione e curiosità, aiutandoli poi a riflettere e a confrontarsi.

Verrà infine fatto amplio uso di esempi, aforismi, aneddoti e metafore per rinforzare gli argomenti presentati e alleggerire i momenti di fatica o di tensione. Le metafore inoltre servono per stimolare un orientamento attivo del pensiero, creare vicinanza e aprire una parentesi di intimità tra il formatore (lo psicologo) e i partecipanti e infine per trasferire un concetto, mettere in evidenza un punto, “seminare dubbi”, stimolare riflessioni e offrire possibilità. (Renata Borgato).

Fasi, attività e tempi

1^a Fase: lo psicologo presenterà il progetto all’interno dei locali della scuola in presenza degli alunni, dei genitori, degli insegnanti e del dirigente scolastico. Per l’occasione si raccoglierà il consenso informato tramite moduli firmati dai genitori dei minori, così come prevede l’articolo 31 del codice deontologico e dell’informativa sulla privacy come previsto dalla legge 196 del 30 giugno 2003. Somministrazione di un questionario appositamente elaborato per valutare aspettative, bisogni e propositi dei partecipanti, per adattare flessibilmente il progetto ai bisogni dei partecipanti, facendoli sentire partecipanti attivi e non destinatari passivi. Nell’ultima parte dell’incontro si darà spazio a dubbi e domande da parte dei partecipanti. Tempi: un’assemblea di 2 ore.

2^a Fase: screening per raccogliere i dati sulla diffusione del fenomeno all’interno della scuola coinvolta nel progetto. Sarà organizzato un incontro per formare gli insegnanti alla somministrazione di due questionari agli alunni: il questionario “La mia vita scuola” per rilevare le prepotenze subite, e il “Questionario anonimo sulle prepotenze di Olweus” che rileva il numero e le tipologie di violenze agite o subite, le relazioni con i compagni e insegnanti e la consapevolezza del problema. Tempi: 2 ore per formare gli insegnanti sulla somministrazione dei questionari; 1 ora per ogni classe per effettuare lo screening da parte degli insegnante in orario scolastico (dunque ciò non comporterà un aggravio di ore lavorative e di spese), 3 ore per lo psicologo per trascrivere e comprendere i dati e 2 ore sempre per lo psicologo per la stesura della relazione.

3^a Fase: informazione e formazione dei genitori degli insegnanti attraverso incontri tenuti in Aula Magna, per trasmettere conoscenze e dotarli di strumenti conoscitivi e relazionali per renderli efficaci nel cogliere eventuali episodi di bullismo. Tempi: un incontro di 3 ore.

4^a Fase: sviluppare le abilità sociali e l’intelligenza emotiva degli studenti. Attraverso lezioni interattive per spiegare il fenomeno del bullismo, le varie tipologie e le conseguenze. Riflessioni di gruppo sul ruolo di bullo e di vittima,. Attraverso la tecnica del “circle time”, gestita dallo psicologo, gli studenti saranno educati ad esprimere, riconoscere e gestire le proprie emozioni. Si svolgeranno attività esperienziali come giochi, simulazioni e role playing (non coinvolgendo mai direttamente le reali vittime e i reali bulli, identificati nella fase di screening), riflettendo sull’esperienza e su quanto emerso attraverso i gruppi di discussione guidati dalla psicologo per facilitare lo sviluppo dell’empatia, delle competenza sociali e della comprensione dei temi affrontati. Si svolgeranno gruppi di lavoro per la realizzazione di brochure e la realizzazione di un video-clip che riguarda il fenomeno del bullismo coinvolgendo insieme alunni di diverse classi. Training sull’assertività e training per sviluppare le abilità comunicative, di problem solving e decision making. Tempi: 12 incontri di un’ora ciascuno per ciascuna classe.

5^a Fase: predisporre un sistema di denuncia. Insegnanti e alunni lavoreranno insieme per individuare una procedura chiara e semplice per segnalare episodi di bullismo senza timori. Tempi: due incontri di un’ora ciascuno coordinati dallo psicologo, uno per definire la procedura e uno per simularla e verificare che tutti l’abbiano capita e la ricordino.

6^a Fase: predisporre una rete di intervento per eventuali casi di bullismo. Qualora dovessero verificarsi episodi di bullismo, si attiverà una rete di sostegno e intervento che coinvolgerà la scuola, i servizi sociali e gli psicologi dell’Asl. Tempi: un incontro di due ore in Aula Magna tra psicologo, assistente sociale, genitori e insegnanti per condividere un sistema di segnalazione e spiegare le procedure di intervento e le istituzioni territoriali coinvolte nella gestione di eventuali casi di bullismo.

7^a Fase: conclusione del progetto. Presentazione dei risultati e discussione di gruppo circa gli obiettivi raggiunti o non raggiunti dal progetto. Somministrazione di un questionario appositamente elaborato per valutare la soddisfazione e il livello finale di conoscenza del fenomeno da parte degli studenti e degli insegnanti. Consegna dei lavori prodotti dagli studenti durante il progetto come la brochure e il video-clip. Tempi: un incontro assembleare di due ore. Stesura relazione finale da parte dello psicologo: 2 ore.

Tempo totale: 9 mesi.

Risorse

Risorse materiali: locali della scuola, materiale cartaceo e da ufficio, un pc, un proiettore, questionari, varie ed eventuali.

Risorse umane: 1 psicologo, 1 tutor didattico, 1 assistente sociale.

Criticità e rischi:

Atteggiamento non collaborativo e ostile da parte dei giovani, stereotipi e pregiudizi nei confronti della figura dello psicologo, scarsa collaborazione da parte del contesto scolastico.

Valutazione:

• Pre-intervento: somministrazione di un questionario appostitamente elaborato per l’occasione per esplorare aspettative, bisogni e propositi dei partecipanti. Questionario “La mia vita scuola” per rilevare le prepotenze subite, e il “Questionario anonimo sulle prepotenze di Olweus” che rileva il numero e le tipologie di violenze agite o subite, le relazioni con i compagni e insegnanti e la consapevolezza del problema.

• In-itinere: diari di bordo per annotare osservazioni, valutazioni, ostacoli e andamento del progetto.

• Post- intervento: questionario appositamente elabolato per valutare il progetto e la consapevolezza del fenomeno del bullismo. Risomministrazione del questionario “La mia vita a scuola” e del “Questionario anonimo sulle prepotenze di Olweus”.

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