Protocollo Primo Accesso

Il “Protocollo Primo Accesso”, sviluppato per la consulenza iniziale e la fase di restituzione, è il frutto di anni di esperienza nell’esercizio della libera professione. Si configura, oramai da anni, come una best practice che favorisce la costruzione di una sana alleanza terapeutica con i genitori del bambino, fin dalle primissime fasi di consultazione, aiutando quindi i genitori a condividere la propria storia e le proprie preoccupazioni e a muovere i primi passi verso un migliore sostegno per il benessere del proprio bambino. 

AVVERTENZA: Il “Protocollo Primo Accesso” potrebbe essere adattato in modo personalizzato in base alla natura specifica della problematica per cui il genitore o la famiglia richiede l’assistenza del professionista o in base all’età del bambino, e potrebbe non seguire necessariamente l’iter visualizzato successivamente in questa pagina. 

 Gli interventi di screening contemplano le fasi del “Protocollo Primo Accesso” e del “Protocollo Primo Accesso-online” in un’eventuale successiva fase di approfondimento clinico. In altre parole lo screening non inizia con il “Protocollo Primo Accesso-online”, ma solo in una fase successiva e solo qualora richiesto dai genitori o suggerito dal professionista nel caso in cui lo screening psicologico/neuropsicologico rilevasse difficoltà o aspetti che richiedono un’attenzione più approfondita, si potrà procedere alla consulenza con il “Protocollo Primo Accesso-online” (o in presenza).

Per svolgere gli incontri totalmente  a distanza cliccare sull’opzione “Protocollo Primo Accesso – online”


Fasi del  “Protocollo Primo Accesso”:

Dopo la telefonata iniziale dei genitori, aver fissato l’appuntamento e ottenuto il  consenso informato, si procederà con gli incontri di consulenza.

Durante queste sessioni, verranno impiegati vari strumenti e tecniche di osservazione e raccolta dati, tra cui il colloquio clinico, l’anamnesi, l’osservazione indiretta, e strumenti conoscitivi. Gli incontri verranno registrati audio e/o video per assistere il terapeuta nella comprensione della situazione. I dati raccolti saranno trattati nel rispetto delle normative sulla privacy e vengono distrutti o resi anonimi al termine del percorso.

FASE 1 – LA CONSULENZA

1° incontro – consulenza genitori e raccolta anamnestica- (Durata 75 minuti) – Vengono convocati i genitori. Durante questo incontro verranno affrontate diverse tematiche relative al motivo della richiesta di aiuto. 

2° incontro – consulenza genitori e raccolta anamnestica – (Durata 75 minuti) – Vengono convocati i genitori. Durante questo incontro verranno approfondite le diverse tematiche emerse in prima seduta.

3° incontro – consulenza con il bambino – (Durata 75 minuti) – Viene convocato il bambino ed entrambi i genitori. Questo incontro è dedicato ad approfondire ulteriori tematiche che saranno utili per la restituzione e per l’eventuale percorso terapeutico. Attraverso l’utilizzo di giochi, disegni e altre attività strutturate, lo psicoterapeuta accompagna il bambino nell’espressione dei propri bisogni e necessità, facilitando la continuazione della conoscenza reciproca. Nel frattempo, i genitori, in un ambiente separato, compilano questionari standardizzati per integrare il loro punto di vista alla comprensione del bambino.

4° incontro – consulenza  con il bambino e i genitori e/o tutta la famiglia (Durata 75 minuti):  Nuovamente convocato il bambino ed entrambi i genitori, si completano le informazioni raccolte dal bambino. In un luogo separato, i genitori hanno l’opportunità di compilare ulteriori questionari standardizzati per arricchire la comprensione del bambino dal loro punto di vista. Inoltre, un momento congiunto bambino-caregiver conclude questo incontro. Attraverso il gioco e l’utilizzo di tecniche di osservazione strutturate, si chiude la fase di consulenza. In alcune situazioni cliniche, potrebbe risultare più efficace e funzionale coinvolgere l’intera famiglia del bambino in questo incontro. Questo approccio consente al terapeuta di comprendere più a fondo le dinamiche relazionali che potrebbero contribuire al superamento del problema del bambino, utilizzando la famiglia come preziosa risorsa aggiuntiva.

FASE 2 – LA RESTITUZIONE

5° incontro – restituzione – (Durata 75 minuti): Una volta completati gli incontri di consulenza, questo appuntamento è dedicato alla condivisione con i genitori delle informazioni emerse durante le sessioni precedenti. Durante questa fase, si discutono obiettivi e si presenta il piano terapeutico. Al termine di questo incontro si sintetizzano i principali risultati e le raccomandazioni emerse durante questi primi incontri. 

FASE 3 – CONDIVISIONE OBIETTIVI 

6° incontro – condivisione obiettivi con il bambino/famiglia – (Durata 75 min.): Questo incontro è dedicato alla condivisione degli obiettivi con il bambino e/o con la famiglia, coinvolgendo anche i genitori per convalidare quanto discusso in seduta con il terapeuta. Riveste un ruolo determinante nella costruzione di fiducia, sicurezza e collaborazione. Durante questa fase, i genitori confermano il loro impegno nel percorso terapeutico, manifestando unità, collaborazione e interesse nel favorire il benessere del loro bambino e di sé stessi. A seconda del tipo di intervento concordato questo sesto incontro assume cinque forme diverse

  1. Psicoterapia con il Bambino: Nel caso di indicazioni cliniche per una psicoterapia focalizzata sul bambino, verranno convocati solo i genitori e il bambino. La prima parte dell’incontro si svolgerà con la partecipazione congiunta dei genitori e del bambino, mentre la restante parte è dedicata all’esplorazione della playroom da parte del bambino insieme al terapeuta. Questo approccio mira a far familiarizzare il bambino con l’ambiente e la metodologia terapeutica. Già in questa prima seduta, il bambino avrà l’opportunità di delineare meglio gli obiettivi su cui si concentrerà nelle sedute successive.

  2. Psicoterapia Familiare: Se sono state fornite indicazioni cliniche per una psicoterapia familiare, il terapeuta convocherà l’intera famiglia per comunicare gli obiettivi del percorso concordati con i genitori nel precedente incontro. Questo primo incontro è fondamentale per attivare le risorse familiari e avviare il supporto necessario al bambino.

  3. Altro Tipo di Percorso: Nel caso in cui siano necessarie solo indicazioni cliniche o un altro tipo di percorso (come parent training, sostegno alla genitorialità, psicoterapia EMDR con i genitori, ecc.), verranno convocati esclusivamente i genitori del bambino. Questo incontro assumerà una specifica impostazione in base al tipo di intervento concordato nel precedente incontro. Nel caso di indicazioni cliniche, l’incontro servirà per approfondire l’applicazione delle stesse e per sostenere i genitori durante questa fase di transizione, garantendo un proseguimento armonioso del percorso terapeutico.

  4. Necessità di Approfondimenti Diagnostici: Nel caso in cui la valutazione iniziale psicologica non abbia rilevato elementi significativi dal punto di vista emotivo/relazionale o in situazioni in cui la sintomatologia psicologica potrebbe derivare da cause non strettamente solo psicologiche/ambientali, potrebbe essere opportuno considerare un approfondimento diagnostico tramite una valutazione neuropsicologica. Il terapeuta collaborerà attivamente con i genitori per condividere i risultati del Protocollo Primo Accesso insieme al bambino, fornendo una chiara comprensione dei punti di forza e dei punti di debolezza del bambino. Sulla base di tali informazioni, saranno identificati obiettivi specifici per proseguire con la fase degli approfondimenti e l’eventuale percorso terapeutico e riabilitativo personalizzato.

  5. Nessun percorso/Invio ad un/a collega:  questo è il caso in cui: a. i genitori preferirebbero ricevere solo una valutazione, ma non sono ancora pronti ad intraprendere un percorso di psicoterapia o di qualsiasi altro tipo di intervento; b. il professionista valuta che la situazione migliore e più efficace richiederebbe un altro tipo di setting; c. i genitori desiderano una valutazione da parte del professionista, ma per questioni di distanza geografica intendono poi affidare il bambino a un collega più vicino a loro.
    In tali circostanze, l’incontro sarà dedicato alla ricondivisione della storia con l’intera famiglia e all’orientamento futuro per determinare il tipo di aiuto o intervento necessario più efficace. 

FAQ “Protocollo Primo Accesso”: 

  • È possibile svolgere online le fasi del “Protocollo Primo Accesso”?  – Sì, è possibile effettuare online alcune fasi del “Protocollo Primo Accesso”, più precisamente: i primi due incontri e il penultimo per la restituzione e il sesto incontro (ma solo nella forma 4  – “Nessun percorso/Invio ad un/a collega”). 
    Nel caso si scelga questa opzione per qualsiasi motivo, come sempre è richiesto l’invio via mail del modulo di consenso informato prima degli incontri e, inoltre, il pagamento della seduta al professionista deve essere corrisposto in anticipo.

  • È possibile svolgere interamente online le fasi del “Protocollo Primo Accesso”? – Si,  nel caso per qualsiasi motivo si è impossibilitati a venire in presenza, è possibile svolgere online tutti i 6 incontri della consulenza attraverso il “Protocollo Primo Accesso – online” opportunamente adattato e testato per la consulenza a distanza. 
  • Come posso usufruire della tariffa agevolata per il “Protocollo Primo Accesso”? –  Al fine di poter usufruire delle agevolazioni economiche previste per il “Protocollo Primo Accesso” il pagamento dovrà essere saldato in un’unica soluzione alla prima seduta se si viene in presenza; invece,  nel caso si scegliesse di svolgere gli incontri online, il pagamento dovrà pervenire in anticipo tramite bonifico prima dell’incontro. 

  • Come posso dire al mio bambino che andremo dallo psicoterapeuta? – È possibile consultare l’esaustivo articolo “Come parlare al bambino della consulenza con lo psicoterapeuta”, dove vengono riportati diversi spunti di riflessione e indicazioni pratiche. 

  • Ho già una diagnosi sul minore e/o vengo già da una precedente diagnosi e/o percorso di suo collega, devo rifare le valutazioni attraverso il “Protocollo Primo Accesso”? – Il “Protocollo Primo Accesso” rappresenta sempre il punto di partenza fondamentale, indipendentemente dalla presenza di una diagnosi pregressa o da un percorso precedente con un collega. Questo protocollo è essenziale per la costruzione di un rapporto di fiducia e alleanza terapeutica solido. Ci sono diverse ragioni valide per iniziare con il “Protocollo Primo Accesso” anche quando sono già presenti diagnosi o percorsi precedenti:

    >> Conoscenza Familiare e Approfondimento: Attraverso un percorso iniziale strutturato, come il “Protocollo Primo Accesso”, è possibile acquisire una conoscenza approfondita della famiglia e dei genitori, considerando aspetti che potrebbero non essere stati affrontati precedentemente. Questo contribuisce a una comprensione più completa del contesto familiare.

    >> Situazione Attuale dello Sviluppo del Bambino: Le precedenti valutazioni potrebbero non essere sempre “fresche”, e dato che lo sviluppo in età evolutiva è dinamico, è cruciale conoscere il “bambino attuale”. Il “Protocollo Primo Accesso” offre l’opportunità di osservare il bambino in tempo reale, andando oltre le descrizioni fornite nelle valutazioni precedenti

    >>Osservazione Diretta e Aggiornata: Il “Protocollo Primo Accesso” consente di avere un punto di osservazione diretto e aggiornato. Pur tenendo conto delle informazioni precedenti, è importante integrarle e aggiornarle, permettendo così di valutare il trend di sviluppo del bambino rispetto alla precedente valutazione.

    Nel caso di precedenti valutazioni, il “Protocollo Primo Accesso” potrebbe adottare un taglio leggermente diverso, orientandosi più verso aspetti neuropsicologici o specifici in base a ciò che emerge dai primi colloqui e dai documenti rilasciati dai colleghi o dalle strutture sanitarie coinvolte in precedenza. Il “Protocollo Primo Accesso” è uno strumento conoscitivo fondamentale per effettuare una valutazione iniziale dettagliata, integrando e aggiornando le informazioni pregresse, al fine di guidare interventi mirati e personalizzati a sostegno del minore.

  • Una volta terminata la fase di consulenza prevista nel “Protocollo Primo Accesso” è possibile avere una relazione su quanto emerso? – Si, certamente. La relazione psicodiagnostica è un documento ufficiale, che riporta il timbro e la firma del professionista, e viene rilasciata esclusivamente su richiesta dell’interessato (i genitori o il tutore legale del minore). Inoltre, accedendo al “Protocollo Primo Accesso” è possibile richiedere la relazione ad una tariffa agevolata consultabile a questo link (scorrendo verso il basso la pagina, andare su “Consulta tariffario completo” e cercare nel documento .pdf che si apre  “Certificazione e relazione psicodiagnostica approfondita” oppure “Certificazione e relazione psicodiagnostica breve”).

  • Entro quanto tempo potrò richiedere la relazione?La richiesta della relazione psicodiagnostica può essere effettuata a tariffa agevolata e riservate solo a coloro che hanno completato tutti gli incontri del “Protocollo Primo Accesso” entro i 30 giorni successivi all’ultimo appuntamento. Trascorsi i suddetti 30 giorni, la presa in carico verrà archiviata. Tuttavia, è ancora possibile richiedere la relazione nei successivi 60 giorni, ma a tariffe standard. Questo perché ricostruire il percorso e riordinare le informazioni richiederà al professionista un tempo supplementare. Dopo 60 giorni dall’ultimo incontro, è ancora possibile ottenere una relazione, ma solo previa opportuna rivalutazione aggiuntiva, che deve avvenire entro i 90 dall’ultimo colloquio e prevede almeno 3 incontri integrativi, al fine di tener conto dei cambiamenti (cognitivi, emotivi, affettivi, relazionali, ecc.) che sono inevitabilmente occorsi. In questa fase, non sarà possibile usufruire della tariffa agevolata. Superati i 90 giorni dall’ultimo incontro, se l’utente desidera riprendere il percorso o ottenere la relazione psicodiagnostica, sarà necessario ricominciare dal primo incontro del “Protocollo Primo Accesso”. In questa circostanza, sarà nuovamente possibile richiedere la relazione psicodiagnostica a tariffe agevolate, sempre rispettando le scadenze di cui sopra. Per le prestazioni di “Valutazione neuropsicologica del minore” e “Valutazione completa del livello di sviluppo del bambino”, la relazione è inclusa nella tariffa della prestazione e viene pertanto rilasciata ai genitori del minore o al suo tutore al termine della valutazione. La prestazione “Relazione sul percorso/intervento/trattamento svolto” verrà rilasciata solo dopo almeno 10 incontri, escludendo gli appuntamenti della fase di consulenza del “Protocollo Primo Accesso” e potrà essere richiesta entro 90 giorni dall’ultima seduta, superati i quali sarà necessario riprendere dalle fasi del “Protocollo Primo Accesso”. 

  • Qual è la distinzione tra una “relazione psicodiagnostica breve” e una “relazione psicodiagnostica approfondita”? – Entrambi i documenti, emessi su carta intestata e autenticati dal professionista, forniscono dettagli sulla valutazione condotta attraverso gli incontri di consulenza del “Protocollo Primo Accesso”. Nello specifico, la “relazione psicodiagnostica breve” presenta una panoramica concisa delle osservazioni cliniche, dei punteggi ottenuti tramite strumenti standardizzati (test, questionari, griglie di osservazione strutturata, ecc.) e, nel caso, anche una diagnosi. Questa relazione offre una sintesi delle diverse aree di funzionamento del bambino, come quella socio-relazionale, affettiva, emotiva e cognitiva, sia nel contesto domestico che, eventualmente, in altri contesti come quello scolastico (lunghezza da 1 a 2 pagine).

    Invece, la “relazione psicodiagnostica approfondita” fornisce un approfondimento dettagliato di ciascuna area considerata (socio-relazionale, affettiva, emotiva e cognitiva). Vengono riportate dettagliate osservazioni cliniche e risultati ottenuti dagli strumenti standardizzati. In aggiunta, viene dedicata una sezione separata alla descrizione del tipo di attaccamento del bambino e sulla relazione genitore-figlio. Questa relazione offre anche uno spazio per le considerazioni del terapeuta sulla situazione attuale, i punti di forza e di debolezza del bambino, e una lista dettagliata di possibili interventi e suggerimenti pratici personalizzati (lunghezza minima di 3 pagine, massima dipendente dal tipo di valutazione).

  • Qual è il tempo stimato per ricevere la relazione psicodiagnostica? – La relazione psicodiagnostica rappresenta un documento ufficiale che richiede un’attenta redazione, poiché le informazioni in essa contenute possono costituire un prezioso supporto per il bambino e la sua famiglia. Le tempistiche dipendono da diversi fattori, quali il tipo di relazione psicodiagnostica richiesta (breve o approfondita), la natura della situazione valutata e il destinatario a cui la relazione è indirizzata (famiglia, scuola, pediatra, palestra, ecc.). In genere, le relazioni brevi vengono completate entro circa 15 giorni, mentre quelle più approfondite richiedono circa un mese. Tuttavia, è importante notare che le tempistiche possono variare a seconda delle situazioni valutate, con possibilità di accelerare o allungare i tempi di consegna.

  • Per le altre FAQ è possibile consultare questo link

Il servizio “Protocollo Primo Accesso” è disponibile a una tariffa agevolata. È possibile consultare i dettagli di questa proposta accedendo all’area Tariffario.


Completate le fasi del “Protocollo Primo Accesso”, si potrà continuare con la  fase di intervento a secondo del tipo di richiesta e obiettivi da raggiungere. 

Richiesta consulenza

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.
Nome e Cognome del genitore/caregiver
Nome e Cognome del minore per il quale si richiede la consulenza