Psicologia Pediatrica

cos’è?

La psicologia pediatrica è un campo multidisciplinare sia della ricerca scientifica che della pratica clinica che tenta di affrontare gli aspetti psicologici della malattia, dell’infortunio e della promozione di comportamenti salutari nei bambini, negli adolescenti e nelle famiglie in un contesto sanitario pediatrico. Le questioni psicologiche sono affrontate in un quadro di sviluppo e sottolineano le relazioni dinamiche che esistono tra i bambini, le loro famiglie e il sistema sanitario nel suo insieme.

Le aree comuni di studio includono lo sviluppo psicosociale, i fattori ambientali che contribuiscono allo sviluppo di un disturbo, i risultati dei bambini con condizioni mediche, il trattamento delle componenti comportamentali ed emotive comorbide di malattie e lesioni e la promozione di comportamenti sanitari adeguati, disabilità dello sviluppo, educazione di psicologi e altri operatori sanitari sugli aspetti psicologici delle condizioni pediatriche e sostiene politiche pubbliche che promuovano la salute dei bambini. 

di cosa si occupa?

La psicologia pediatrica si occupa della comprensione e della valutazione dei disordini dello sviluppo, di problemi evolutivi e dei relativi comportamenti disfunzionali che caratterizzano le condizioni di patologia e/o sindromi dell’intera area del materno infantile. Si tratta di un’attività professionale che accompagna l’esordio della criticità e dell’intero percorso di diagnosi, trattamento ed eventuale guarigione e tiene in considerazione la famiglia e le eventuali figure medico- sanitarie che ruotano intorno al bambino. L’attenzione è focalizzata su quelle che sono le risorse presenti nel bambino e non esclusivamente sulle disfunzionalità psicologiche e tende a prendere in carico la condizione medica del piccolo paziente (neonato, bambino, adolescente) e le conseguenze che tale condizione determina sullo sviluppo del bambino. Particolare attenzione è posta alle competenze genitoriali e alle risorse possedute dagli stessi nell’affrontare le crisi provocate da una patologia più o meno grave del bambino.

La Psicologia pediatrica affronta gli aspetti psicologici di malattia, infortunio e promuove i comportamenti salutari nei bambini, negli adolescenti e nelle famiglie all’interno di un contesto pediatrico. La Psicologia pediatrica considera la condizione pediatrica come “campo” che si definisce attraverso le specifiche interazioni tra i singoli “vertici” (il bambino, la malattia, la famiglia, il sistema di cura). Gli aspetti psicologici sono affrontati in un quadro evolutivo e sottolineano le relazioni dinamiche che esistono fra il bambino, la sua famiglia, il sistema di cura e la malattia.

La Psicologia pediatrica integra diversi modelli che individuano delle variabili moderatrici cognitive e socio emozionali per lo sviluppo della condizione di salute. Queste variabili orientano risorse e strategie, con le quali le persone fronteggiano le difficoltà e i problemi e il modo in cui tali risorse e strategie vengono selezionate e applicate. Tale modello integrato considera l’attività dell’individuo rispetto alle sue capacità di agenticità ovvero come capacità di agire attivamente e trasformativamente nel contesto in cui si è inseriti al fine di creare condizioni di trasformazione di sé, dell’immagine di sé in presenza di patologia; si riferisce ad un individuo che non subisce più passivamente forze esterne in maniera fatalistica, ma di fronte a situazioni di stress adotta adeguate strategie cognitive, affettive e relazionali che modulano l’interazione fra l’individuo e il contesto. 


Gli effetti psicologi della malattia e dell’ospedalizzazione

La presenza di una malattia, di un infortunio, un’esperienza di ospedalizzazione costituiscono per il bambino una rottura della sua quotidianità e per questo motivo rappresentano forti condizioni di stress che mettono a rischio il suo naturale sviluppo. Questo tipo di situazioni generano nel bambino e in chi si prende cura di lui diversi tipi di risposte di tipo emotivo e cognitivo, che necessitano di essere elaborate, coinvolgendo anche i caregiver. Tutte queste emozioni ed esperienze se non vengono adeguatamente elaborate e condivise, spesso possono esplicarsi in comportamenti e condotte disfunzionali e costituire un vero e proprio blackout dello sviluppo poiché possono configurarsi come delle vere e proprie esperienze traumatiche per il bambino e che per la sua famiglia. È importante perciò attuare interventi che permettano al bambino e alla sua famiglia di recuperare le risorse necessarie per poter riprendere il suo percorso di sviluppo che era stato interrotto dall’evento malattia.

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