FAQ

A) Come posso verificare se il mio Psicologo è davvero chi dice di essere e non sta commettendo un abuso di professione? 

Per eseguire questo controllo, vi è uno strumento molto rapido ed efficace: l’Albo online degli Psicologi Italiani. Consultarlo, infatti, vi permette di verificare se il vostro psicologo è davvero chi dice di essere. 

Eseguire il controllo è molto semplice: è sufficiente cliccare al seguente link e inserire il nominativo della persona. 

B) Lo psicologo è tenuto al segreto professionale?

Assolutamente si! Lo psicologo, come da Codice Deontologico degli Psicologi Italiani, è strettamente tenuto al Segreto Professionale (art. 11-17 del Codice), derogabile solo previo valido e dimostrabile consenso del paziente o per ordine dell’Autorità Giudiziaria o qualora si prospettino gravi pericoli per la vita o per la salute psicofisica del paziente e/o di terzi.  

C) Quanto durano i singoli incontri con lo psicologo?

Gli incontri di consulenza psicologica hanno una durata di circa 60 minuti.

Altri tipi di intervento (parent training, sostegno alla genitorialità, sedute di potenziamento neuropsicologico, ecc.) possono avere una durata diversa.

D) Ogni quanto è necessario incontrare lo psicologo?

Determinare a priori la frequenza e la durata di un percorso di sostegno psicologico è difficile, in quanto è necessario tenere conto delle caratteristiche di ogni persona, della problematica presente e degli obiettivi con lei individuati, oltre che del momento del percorso psicologico in cui la persona si trova. La frequenza, infatti, non è stabile ma può variare. Fanno eccezione i tipi di intervento per i quali è previsto un determinato numero di incontri, stabilito da un protocollo di trattamento (come il parent training), tuttavia anche in questo caso, qualora i genitori lo richiedano, sono sempre contemplati ulteriori incontri.

E’ possibile, comunque, fornire alcune indicazioni: sedute individuali o familiari, generalmente, hanno cadenza settimanale o quindicinale, mentre quelle di coppia o di gruppo quindicinale o mensile, ulteriori tipi di intervento hanno durata e modalità che verranno concordati assieme al paziente.

E) Posso interrompere in qualsiasi momento?

Assolutamente si, si è liberi di interrompere il percorso psicologico in qualsiasi momento.

Ciononostante sarebbe più opportuno, se la persona lo desidera, avvisare il professionista in modo da concordare un’ultima seduta di sintesi e conclusione del percorso. 

F) Quanto costa rivolgersi ad uno psicologo?

Il costo varia in base alla tipologia della prestazione professionale (se individuale, di coppia, familiare o di gruppo) e alla tipologia dell’intervento richiesto (se consulenza, supporto/sostegno, valutazione e diagnosi, parent-training, potenziamento neuropsicologico, ecc.). Tiene inoltre conto dei compensi indicati dal Consiglio Nazionale degli Psicologi.

Alla tariffa va aggiunto il 2% di essa, relativo ai Contributi Previdenziali ENPAP dello psicologo. 

É possibile richiedere un preventivo contattando direttamente il professionista

I) Le tariffe dello psicologo di cosa tengono conto?

  • prestazione professionale;
  • anni di formazione universitaria e post-universitaria;
  • strumenti di lavoro (test, questionari, libri e manuali, materiale di cancelleria);
  • spese legate allo Studio;
  • circa 150€ annuali per l’iscrizione all’Ordine degli Psicologi (nel mio caso, della Regione Siciliana);
  • assicurazione professionale annuale;
  • contributi previdenziali (ENPAP);
  • tasse;
  • commercialista.

G) Quali metodi di pagamento sono accettati?

È possibile pagare con diversi metodi di pagamento:

  • contanti;
  • bonifico bancario;
  • pagamento tramite bancomat/carta di credito tramite il lettore Sum Up (per verificare gli standard di affidabilità e privacy potete consultare il sito web https://sumup.it).

H) La spesa del servizio psicologico si può detrarre?

: al termine di ogni seduta (sia in presenza che online) viene rilasciata regolarmente la fattura che si può detrarre in quanto prestazione sanitaria, esente IVA.

L) Lo psicologo è tenuto alla trasmissione dei dati delle fatture all’Agenzia delle Entrate?

A seguito del D.Lgs. 175/2014 e del DM 01.09.2016, lo psicologo (alla pari di veterinari, medici, dentisti, ostetrici, infermieri, etc.) è tenuto a inviare elettronicamente al Sistema Tessera Sanitaria (STS) i dati contabili relativi alle spese sanitarie sostenute dai suoi clienti. Tali informazioni confluiranno nell’eventuale mod. 730 precompilato del paziente. 

Il paziente può opporsi a tale trasmissione dei dati, prima dell’emissione della fattura, tramite specifica richiesta verbale, che verrà annotata sulla fattura stessa. 

I modi in cui il paziente può manifestare la propria opposizione, sono due:

  • manifestando la propria opposizione prima dell’emissione delle fatture, come sopra descritto;
  • direttamente all’Agenzia delle Entrate, inviando una e-mail all’indirizzo di posta elettronica pubblicato sul sito internet dell’Agenzia, telefonando al Centro di assistenza o recandosi personalmente presso un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate e consegnando l’apposito modello di richiesta di opposizione, scaricabile al seguente link.

Nel caso in cui il paziente non si opponga a suddetta trasmissione dei dati fiscali, essi confluiranno nel mod. 730 precompilato, risultando così accessibili anche da parte delle persone alle quali il paziente è fiscalmente a carico (es: coniuge, genitori).

L’opposizione all’invio telematico dei dati non pregiudica la possibilità di scaricare la vostra fattura: potete, infatti, detrarre comunque le spese sanitarie. 

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